Con il fine di valorizzare gli edifici storici rurali abruzzesi, i sindaci di otto Comuni hanno appena sottoscritto al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio l’appello “Case di terra &PNRR”. Chiedono che la Regione svolga una parte attiva nel promuovere “azioni”, da finanziare tramite il P.N.R.R., per rimettere il patrimonio degli edifici storici rurali al centro di un processo di riqualificazione e valorizzazione del territorio rurale nella sua complessità economica e sociale.

Appartengono ai territori del chietino, pescarese e teramano i sindaci interessati ad azioni di buone pratiche per recuperare edifici rurali, nello specifico le case di terra cruda, che hanno subìto un processo di abbandono, degrado e alterazione e che ne hanno minato i caratteri distintivi e il rapporto con l’ambiente circostante. E precisamente sono i primi cittadini di Casalincontrada, Roccamontepiano, Manoppello, Turrivalignani, Loreto Aprutino, Chieti, Morro d’Oro, Bucchianico e Serramonacesca, sui cui territori sono già individuate le case di terra dal Censimento della Regione Abruzzo, consapevoli che le architetture di terra cruda, lungi dall’essere solo un retaggio del passato che “scompare”, costituiscono una delle possibili espressioni del futuro grazie agli sviluppi della moderna bioedilizia, in quanto realizzate con materiali totalmente riciclabili e a impatto ecologico nullo, oltre che rappresentare il presente sostenibile di svariate realtà insediative nel mondo.

Perciò salvaguardare le case di terra cruda è interesse di tutti, a maggior ragione per il fatto che il Piano Regolatore Generale, con Legge Regionale n°5/2001, individua e valorizza le costruzioni in terra cruda in quanto testimonianze storiche della cultura abruzzese, e al fine di incentivare il recupero, le relative cubature e superfici che non vanno computate nel calcolo dei parametri edilizi ammissibili dalle norme del Piano.

Viste le opportunità introdotte dal Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR) per attivare un piano di tutela e valorizzazione delle architetture e del paesaggio rurale, condividono l’idea di valorizzare gli edifici storici rurali al fine di incrementare l’afflusso di turisti nelle aree periferiche del Paese e l’economia rurale, valorizzando i prodotti agricoli locali e l’artigianato, migliorando la tutela del paesaggio circostante e la qualità abitativa. Nello stesso tempo viene diffusa la cultura della sostenibilità ambientale e dell’uso circolare dei materiali, infatti nel caso specifico si tratta di “terra”, reperibile in loco a Km zero, non inquinante e completamente riciclabile anche per altri usi.

(I Comuni i cui territori sono interessati dal Censimento delle case di terra nella Regione Abruzzo:
PROVINCIA di CHIETI322 case censite – ARI – CASTELFRENTANO – FARA FILIORUM PETRI – LANCIANO – ORSOGNA – TORREVECCHIA TEATINA – VACRI – BUCCHIANICO – CHIETI – CASALINCONTRADA – ROCCAMONTEPIANO – RIPA TEATINA – S. GIOVANNI TEATINO – TORINO DI SANGRO – VILLAMAGNA;

PROVINCIA di PESCARA249 case censite – CEPAGATTI – COLLECORVINO – LORETO APRUTINO – MANOPPELLO – MOSCUFO – PICCIANO – PIANELLA – ROSCIANO – SPOLTORE – SERRAMONACESCA – TURRIVALIGNANI;

PROVINCIA di TERAMO233 case censite – ALBA ADRIATICA – ANCARANO – BELLANTE – CASTELLALTO – COLONNELLA – CONTROGUERRA – CORROPOLI – GIULIANOVA – MORRO D’ORO – MOSCIANO S. ANGELO – NERETO – NOTARESCO – ROSETO – S. EGIDIO ALLA VIBRATA – SANTOMERO – TORANO NUOVO – TORTORETO;

PROVINCIA di L’AQUILA2 case censite – PRATOLA PELIGNA.)

• Vedi la Lettera Appello Case di terra PNRR inviato in Regione