Luogo: c.da Fellonice, via maiella 118 – Casalincontrada (CH)

Descrizione del progetto:

L’edificio oggetto del restauro, che prende il nome dalla sua ultima abitante “Teresa”, corrisponde ad una tipologia classica, rettangolare, su due livelli collegati da una scala esterna. La distribuzione vede al piano terra la cucina e la stalla e al primo piano due stanze da letto. La parte “a massone” associa all’uso della terra il legno presente nei solai e nel tetto. Interventi successivi: un magazzino nella parte posteriore e una scala esterna.
La scelta di progetto è stata quella di utilizzare i materiali e le tecniche tradizionali, terra, paglia, legno e mattone cotto, parallelamente all’inserimento di innovazioni e miglioramenti sia tecnologici che di organizzazione del cantiere. Dopo un attento rilievo dello stato di degrado si è passati alla demolizione delle superfetazioni e al consolidamento delle murature con risarciture in massone.

Si sono sostituiti i solai: al piano terra è stato inserito un vespaio areato e al primo riproponendo l’impalcato con travi in legno e pianelle in laterizio.
Si sono alleggerite le murature con l’inserimento di un cordolo in legno e un tetto a capriate, su cui sono stati installati pannelli fotovoltaici. Ad aumentare il comfort si è scelto di isolare la copertura con uno strato in paglia pressata e, internamente, in uno dei due moduli si è sperimentato il rifacimento di un incannucciato in canne “arundo donax”.
Dove si è riuscito si sono recuperati gli infissi originali e sostituiti quelli mancanti. Si è aggiunta una scala di collegamento interna e ricostruita quella esterna. Nella parte retrostante si è aggiunto un corpo totalmente nuovo per i servizi.

Dal 2008 al 2015 la “casa di Teresa” è stata sede di numerosi appuntamenti. Workshop ed eventi,  organizzati in collaborazione con il CedTerra (Centro di documentazione sul territorio delle case in terra cruda), hanno visto la partecipazione di oltre 200 persone tra studenti, professionisti e cultori, la collaborazione di artisti, associazioni, aziende, personalità italiane e internazionali, che ne hanno animato il processo di recupero partecipandovi in modo attivo, sperimentando processi di autocostruzione, indagando le tecniche legate alla terra cruda.
Il 2015 ha visto la piena “riabilitazione” del manufatto in terra come “chiosco informativo e spazio espositivo sulla strade dell’olio e sul paesaggio delle colline teatine”, nodo di un sistema di fruizione e conoscenza delle tradizioni colturali e della sapienza costruttiva delle comunità rurali abruzzesi.
All’interno della casa, gli spazi sono allestiti con una mostra permanente sulle tecniche della terra cruda a cui si affiancano esposizioni temporanee di animazione socio-culturale del territorio a cura del CeDTerra.